Il problema

Il problema

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L’incremento delle emissioni di CO2, dovuto all’abuso dei consumi energetici, genera un eccessivo riscaldamento dell’atmosfera, a sua volta causa dei cosiddetti “cambiamenti climatici” con effetti negativi sull’ambiente.

Attualmente la concentrazione di gas a effetto serra in atmosfera (in particolare CO2) è la più alta degli ultimi tre quarti di secolo, mentre la capacità di catturare il carbonio da parte dei sistemi presenti in natura, come ad esempio le foreste, si sta riducendo sempre di più.

Azioni dette di “compensazione” dell’impatto umano sull’ambiente, volte proprio all’abbattimento di queste emissioni, possono tradursi in:

   a) riduzione delle emissioni – attraverso il risparmio energetico;
   b) abbattimento delle emissioni – ovvero evitamento della loro generazione tramite la produzione di energia pulita;
   c) compensazione diretta delle emissioni, attraverso azioni di disinquinamento, come ad esempio azioni di afforesta1ione o riforestazione.

La normativa internazionale promuove la compensazione dell’impatto emissivo tramite meccanismi di acquisto/scambio di cosiddetti “crediti di emissione”. Ciascun credito rappresenta una quota di CO2 che può essere ridotta, abbattuta o assorbita in atmosfera ed è calcolato in termini di 1 tonnellata di CO2 equivalente. Il protocollo di Kyoto (1997) ha istituito le prime misure globali in questo campo, prevedendo obbiettivi di riduzione vincolanti per gli Stati aderenti e dando ai privati la possibilit&agreve; di ricorre a meccanismi “non obbligatori” di certificazione e mercato delle quote di CO2. Sulla stessa linea e indirettamente legato ai meccanismi di Kyoto, ` stato istituito lo Schema di Scambio delle Emissioni (ETS) – direttiva 2003/87/CE – il quale però coinvolge le imprese di 31 Paesi europei in maniera vincolante; ovvero alle imprese europee “inquinanti” vengono assegnate determinate quote di CO2 da ridurre o compensare in maniera “obbligatoria”, tramite soluzioni ad hoc oppure tramite l’acquisto di quote sul mercato.

Mentre questi meccanismi hanno generato un mercato secondario di veri e propri strumenti finanziari consolidatisi intorno al valore della CO2, i sistemi di certificazione volontaria che si sono sviluppati parallelamente, rimangono ancora oggi una valida alternativa ad uno scenario passibile, come tutti i mercati finanziari, di fluttuazioni. La compravendita volontaria e non regolamentata dei crediti di carbonio, fa capo ai VER (Verified Emission Reductions), certificati riconosciuti a livello internazionale, che, se ulteriormente in grado di corrispondere agli standard previsti, possono anche essere convertiti nei crediti del mercato regolamentato, come i CER (Certified Emission Reductions) o gli ERU (Emission Reduction Units) previsti da Kyoto.