GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO DEI DISASTRI NATURALI 2026 Nasce la “Carta d’identità geologica” delle aree urbane Un valore unico misura pressioni geologiche, clima e punti di forza della città Quanto è fragile il sottosuolo della tua città? Da oggi un unico valore permette di avere una risposta immediata. Analizzando fattori geologici, climatici e attività umane, l'Urban Geo-climate Footprint (UGF) misura il livello di interazione tra il contesto geologico-climatico e il tessuto urbano. Messo a punto da ISPRA, nell’ambito di un’attività di ricerca condotta in collaborazione con la rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys, il nuovo metodo sintetizza le informazioni disponibili nelle banche dati pubbliche e attribuisce un punteggio compreso tra 0 e 500 per esprimere il potenziale impatto dei fenomeni geologici e climatici sull'area urbana. Più il contesto geologico e climatico condiziona lo sviluppo e il funzionamento della città, più alto è il punteggio. Con questo metodo ISPRA ha già analizzato diverse città europee e tutti i capoluoghi di regione/provincia autonoma italiani. I risultati nazionali mostrano differenze significative: si va dai 94 punti di Trento ai 359 di Napoli. Tra i valori più elevati si registrano anche Genova (304), Palermo (265), Bari (255) e Catanzaro (250), mentre tra i più contenuti Bolzano (144), Milano (155), Aosta (160) e Trieste (162). Non solo. Lo stesso metodo consente di realizzare una vera e propria Carta di identità geologica, il CITY GEO Factsheet (CGF) che, come la CIE per le persone, raccoglie le informazioni essenziali - non solo cattive notizie ma anche quelle buone - che identificano il profilo “ geologico-climatico” dell’area urbana: dal terreno su cui è costruita alle acque sotterranee, dalle pressioni climatiche e antropiche sul sottosuolo fino ai fenomeni di pericolosità geologica, quali risorse offre e quali aspetti richiedono maggiore attenzione, fornendo così una lettura semplice e immediata del rapporto tra territorio e tessuto urbano. . Maria Alessandra Gallone presidente ISPRA SNPA: “Sapere cosa c’è sotto i nostri piedi aiuta a decidere cosa fare sopra. Con l’Urban Geo-climate Footprint – molto simile alla Carta d’identità geologica - basta uno sguardo per capire su quale territorio poggia una città, quali sono le sue maggiori criticità e dove è possibile intervenire. È questo il passaggio che vogliamo facilitare: trasformare dati e competenze scientifiche in soluzioni concrete per chi deve scegliere, programmare e agire. ISPRA, con questo nuovo strumento mette la conoscenza al servizio della prevenzione, perché sapere in anticipo significa intervenire meglio e in tempo”. Il tool, la guida per utilizzarlo, alcuni esempi di applicazione e anche un documentario esplicativo sono disponibili sul portale ISPRA. Comunicato stampa
La 47ª edizione del Congresso della Federation national des agences d'urbanisme che r aggruppa circa 50 agenzie pubbliche di urbanistica in Francia, tenutasi dal 7 al 9 ottobre 2026 a Caen, ha affrontato il tema della gestione del suolo attraverso una ristrutturazione completa delle politiche di pianificazione urbanistica alla luce della nuova Direttiva europea Soil Monitoring Law.
ISPRA pubblica il documentario dedicato al monitoraggio dell'avifauna Il 10 ottobre 2026 è la Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori (World Migratory Bird Day). Gli uccelli sono straordinari bioindicatori: sensibili alle trasformazioni del territorio, la loro presenza e lo stato delle loro popolazioni ci raccontano la qualità dell'ambiente e la ricchezza di biodiversità degli ecosistemi che attraversano. Per celebrare questa giornata lanciamo il terzo episodio della nostra serie di documentari dedicati al monitoraggio della biodiversità prodotta con fondi PNRR nell'ambito del progetto DigitAP , promosso e realizzato dal MASE con il supporto di ISPRA e finanziamento dell'Unione Europea - NextGenerationEU, nel quale ISPRA ha svolto un ruolo di regia scientifica. Ambientato nella splendida e complessa cornice del Parco Nazionale delle Cinque Terre, questo terzo capitolo mostra come l'innovazione tecnologica stia trasformando la ricerca sul campo. Attraverso l'installazione di registratori acustici e l'utilizzo di software basati sull'apprendimento automatico per il riconoscimento delle specie, i ricercatori riescono a rilevare, tracciare e analizzare in modo continuo e non invasivo la presenza delle specie sul territorio, potenziando la qualità dei dati raccolti e la capacità di proteggere la biodiversità dei nostri Parchi.
In occasione dell'ottava edizione della Settimana nazionale della protezione civile (12-18 ottobre) iniziativa volta alla promozione del Servizio nazionale della protezione civile e alla diffusione della cultura della prevenzione, si terrà dal 15 al 18 ottobre a Villa Borghese, la manifestazione "Percorsi di protezione civile”. Cittadini, famiglie e scuole potranno prendere parte ad attività dimostrative, esercitazioni pratiche e talk per scoprire da vicino le diverse realtà che compongono il Servizio Nazionale. ISPRA sarà presente con uno stand dove i propri ricercatori presenteranno le attività svolte dall'Istituto per la tutela del territorio e la gestione delle emergenze ambientali.
ISPRA è partner del Progetto WAVEGUARD , finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Malta 2021-2027. Il Progetto mira a mitigare i rischi legati agli eventi meteo-marini estremi , sempre più frequenti e intensi a causa del cambiamento climatico, con focus su Medicane e meteo-tsunami nel Canale di Sicilia . Verranno installate e potenziate reti osservative in Italia e Malta , sviluppati sistemi prototipali di allerta e modellistica idrodinamica , e realizzate esercitazioni per la gestione delle emergenze.
L’Italia al centro delle rotte di migrazione con la Citizen Science e l’accordo AEWA In occasione dell'appuntamento autunnale della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e ISPRA invitano i cittadini a diventare protagonisti della ricerca scientifica. Sabato 10 ottobre 2026 si celebra l’appuntamento autunnale della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori (World Migratory Bird Day), la campagna globale promossa dai trattati ambientali delle Nazioni Unite CMS (Convenzione sulle Specie Migratrici) e AEWA (Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori dell'Africa-Eurasia), insieme a Environment for the Americas (EFTA) e all'East Asian-Australasian Flyway Partnership (EAAFP).
Con la pubblicazione del “Programma di iniziative di educazione ambientale e alla sostenibilità” per l’anno scolastico 2026/27, promosso dall’ Area educazione e formazione ambientale in collaborazione con le Strutture tecnico-scientifiche dell’Istituto, riprendono le attività educative dell’ISPRA rivolte alle Scuole.
Il 14 ottobre , in occasione della Giornata Internazionale dei Fossili , il MUCIV-Museo delle Civiltà e ISPRA, organizzano visite guidate per adulti e attività didattiche per ragazze, ragazzi e famiglie, nelle sale dedicate alle collezioni paleontologiche di ISPRA.
È disponibile online sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica la bozza del Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PNR) trasmessa alla Commissione europea, in attuazione del Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura. La documentazione pubblicata comprende il testo della bozza del Piano e una tabella di sintesi delle misure previste, predisposta per rendere più agevole la consultazione dei contenuti e degli interventi individuati.
Forme di intelligenza Dall'8 all'11 ottobre a Lucca si terrà la quinta edizione di Pianeta Terra Festival , evento rivolto a tutti coloro che vorranno esplorare il pianeta Terra e riflettere sui modi per preservarla e abitarla in modo sostenibile. Il tema scelto per l'edizione 2026 è "Forme di intelligenza".
Strategie Integrate per la Resilienza degli Ecosistemi, la Mitigazione climatica e la Sicurezza Sanitaria Il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (CUFAA) dell’Arma dei Carabinieri in collaborazione con la FAO, organizza il 7 e 8 ottobre a Roma, la Conferenza Internazionale “ Natura, Clima e Stabilità Globale – Strategie Integrate per la Resilienza degli Ecosistemi, la Mitigazione Climatica e la Sicurezza Sanitaria ”, summit preparatorio alla COP 31 di Antalya. L’iniziativa nasce per colmare un vuoto nella governance globale e superare la storica separazione tra politiche climatiche e tutela della biodiversità, promuovendo quest’ultima come “tecnologia di resilienza” indispensabile per prevenire la creazione di fragili “deserti verdi”.
Dal 2 all’11 ottobre lo storico Scalo de Pinedo diventa il Villaggio Ambientale Teverevivo, uno spazio aperto alla città dedicato alla conoscenza e alla tutela del Tevere, della biodiversità e dell’ambiente urbano. Un programma di scienza, educazione, arte, cultura e sostenibilità, con passeggiate naturalistiche, laboratori, incontri, attività creative, divulgazione scientifica e performance. Le attività si svolgeranno tra il Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana e il Parco d’Affaccio Fluviale – Oasi Naturalistica Lungotevere delle Navi, due luoghi di particolare interesse scientifico e naturalistico nel cuore di Roma. Il Villaggio ospiterà inoltre RIscARTI – Festival del RicicloArtistico, con mostre, laboratori e incontri dedicati al rapporto tra arte, riciclo e sostenibilità.
In data 17 dicembre 2025, è stato sottoscritto il “Protocollo di Intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni di inquinamento del Fiume Sarno e dei suoi affluenti", tra le Procure Generali della Repubblica presso le Corti di Appello di Napoli e Salerno, le Procure della Repubblica territorialmente competenti, le Forze di Polizia coinvolte, ARPAC e ISPRA, finalizzato al rafforzamento delle attività investigative, di monitoraggio e di accertamento tecnico delle cause di contaminazione ambientale del bacino idrografico del Fiume Sarno. Il Protocollo individua espressamente il supporto tecnico-scientifico degli Enti del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente quale elemento essenziale per l'efficace svolgimento delle attività investigative e per l'individuazione delle sorgenti di contaminazione e dei relativi fattori causali.
Uno studio su 13.000 uccelli marini dell'Atlantico e del Mediterraneo fornisce indicazioni scientifiche utili per estendere la tutela della superficie marina ad almeno il 30% del pianeta entro il 2030 L'espansione delle Aree Marine Protette (AMP) è uno dei pilastri dell'impegno internazionale per fermare la perdita di biodiversità causata dalle attività umane. L'accordo globale di Kunming-Montreal punta a tutelare almeno il 30% della superficie marina entro il 2030, obiettivo inserito a livello europeo nella Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 e nella Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030. Circa il 60% degli oceani è tuttavia costituito dall'Alto Mare: acque internazionali che si estendono oltre le 200 miglia nautiche dalla costa, rimaste a lungo prive di efficaci tutele condivise. Una lacuna colmata dall'entrata in vigore, a inizio 2026, dello storico Trattato ONU sull'Alto Mare (Accordo BBNJ), che offre finalmente la base giuridica vincolante per istituire riserve marine anche nelle acque extraterritoriali.
Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “Poli sentinelle dei cambiamenti del pianeta” Ciò che accade ai Poli non rimane confinato ai Poli: gli ambienti estremi del pianeta non sono territori isolati, ma i nodi centrali del sistema climatico globale e i termometri più sensibili dello stato di salute della Terra. In questo contesto, il contributo di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) risiede nella sua missione fondamentale: fornire un quadro conoscitivo ufficiale e certificato sullo stato dell’ambiente, traducendo i dati scientifici in indicatori omogenei e raccomandazioni operative a supporto delle decisioni di governo. Dalla partecipazione alle spedizioni in Antartide nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide e del Programma di Ricerche in Artico, fino alle collaborazioni internazionali, il nostro impegno unisce la ricerca sul campo al monitoraggio costante del clima, della neve e del permafrost sui ghiacciai alpini, garantito sul territorio dalle ARPA e le APPA.
